Sono note le parole di Gandhi: “Un Paese, una civilizzazione, si può giudicare dal modo in cui tratta i suoi animali”.

Vorremmo, se possibile,  andare oltre e proporre una ulteriore riflessione. Per trattare bene il proprio animale, il proprio cane, in questo caso, non è sufficiente curarlo, nutrirlo, condividere con lui gli spazi della nostra casa: questo rappresenta il “minimo sindacale”. Se vogliamo bene al nostro cane dobbiamo essere consapevoli conoscitori delle sue caratteristiche caratteriali e comportarci di conseguenza per rispettare sia il nostro animale che quelli degli altri. Se così fosse stato, Minnie, una cagnolina di quattro anni che il 30 maggio scorso faceva la solita passeggiata con la sua proprietaria, non sarebbe stata uccisa. Perché Minnie non è morta, è stata uccisa, straziata, da tre cani il cui istinto di caccia nei confronti di piccoli animali è presente e deve quindi essere governato dal proprietario.

Provvedimenti nei confronti delle persone che non tengono nella giusta considerazione l’indole del proprio cane, devono essere presi da chi è preposto per legge a farlo: per il ben – essere dei cani che per indole o per non corretta educazione aggrediscono e per il ben – essere degli altri animali.

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